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domenica 5 settembre 2010 - 04.39
 
 

TINTARELLA 2009
L'ABBRONZATURA PERFETTA
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Spazio al sole e al puro divertimento, purchè esaltato con la giusta attenzione

 

Chi dopo un aprile piovoso e dal tempo instabile non ha sentito l’irrefrenabile desiderio di spaparanzarsi sotto il primo sole per il primo assaggio di tintarella? Un’idea senza dubbio condivisibile anche se è necessario adottare i giusti comportamenti per non incorrere in controindicazioni non solo estetiche, ma soprattutto riguardanti la salute.
Con la pelle, infatti, non si può scherzare ed è quindi necessario adottare tutte quelle precauzioni utili per non ritrovarsi in pochi giorni un colorito macchiato e molte spelature sul corpo.
Ma soprattutto sono altri gli effetti collaterali legati a un’esposizione al sole troppo prolungata: se da un lato i raggi del sole stimolano la produzione di melanina e attivano la sintesi della vitamina D, l’altra faccia della medaglia parla di colpi di sole, invecchiamento della pelle e addirittura il rischio di tumori della pelle e melanomi.
Cosa fare quindi quando ci si trova al mare sotto il sole che scotta?
In questo breve vademecum estivo le prime attenzioni sono rivolte alle fasce più a rischio, ossia i bambini.

•    Per i bambini con meno di un anno di età, è consigliabile tenerli al riparo dal sole quanto più  possibile;
•    controllare l’orario anche per i più grandi: evitare l’esposizione al sole nella fascia dalle 10 alle 15;
•    per i bambini ad alto rischio (quelli con la carnagione chiara), è importante indossare cappello, maglietta a maniche lunghe e pantaloni lunghi, fatti di tessuto a trama stretta. Per i neonati, una carrozzina con una tettoia e' preferibile a un passeggino aperto;
•    esaminare regolarmente la pelle del neonato, tenendo monitorati escrescenze, macchie o semplici lividi;
•    fare attenzione alle luci riflesse; superfici come sabbia o cemento possono riflettere radiazioni nocive. Anche il sedersi all’ombra o sotto l’ombrellone non garantisce una protezione sufficiente;
•     non prendere sotto gamba le giornate nuvolose: nonostante il sole coperto, quasi l’80% delle radiazioni solari filtra fino alla superficie terrestre;
•    fare attenzione alle altitudini. Dai 300 metri sul livello del mare in su, la radiazione aumenta del 4 o 5%. E quanto più vicini si è all’equatore, tanto più forti sono i raggi solari.
•    evitare assolutamente di mescolare il sole con alcuni farmaci. La fotosensibilità, caratterizzata da esantemi, arrossamento e gonfiore, può essere l’effetto collaterale di alcuni farmaci. Consultate il vostro medico o il farmacista.
Ovviamente è controproducente sottoporre i più piccoli a forme di abbronzatura artificiale: lettini solari, lampade e riflettori non sono adatti, così come le pillole o le creme abbronzanti, i cui effetti collaterali non si sposano con le difese immunitarie di un bambino piccolo.

Ma se con i bambini si deve osservare massima attenzione, anche gli adulti non possono certo ritenersi al riparo da problemi legati all’eccessiva esposizione al sole. Di conseguenza anche per loro è giusto osservare alcune semplici regole come il ricorso a creme solari, evitare di stare troppe ore sotto il sole (magari facendo attività fisica inseguendo una silhouette migliore) e bere molta acqua a temperatura ambiente.
Tuttavia, più che di regole per chi sta sotto il sole, vista la grande varietà di tecnologie abbronzanti è forse più indicato fare una breve panoramica degli strumenti attualmente in uso per chi, non avendo tempo per prendere la tintarella, non vuole comunque rinunciare a un colorito dorato.
Nell’ultimo trentennio, una delle soluzioni sicuramente più utilizzate dagli amanti della tintarella veloce sono state le lampade a raggi ultravioletti.
Tuttavia, per quanto la tecnologia abbia fatto passi da gigante in questi decenni offrendo trattamenti abbronzanti sicuri e ottimali, questi trattamenti abbronzanti hanno effetti simili alla reale esposizione solare. Sebbene sia scientificamente provato che una corretta esposizione ai raggi solari o ai raggi ultravioletti delle lampade può essere terapeutica, è altrettanto noto che il loro abuso può creare seri problemi. È risaputo, infatti, che le continue e dirette esposizioni ai raggi ultravioletti possono evidenziare un precoce invecchiamento della pelle, con spiacevoli rischi ed effetti collaterali.
Di conseguenza la ricetta per utilizzare questi strumenti è di usare la testa, non esagerare e rivolgersi a un dermatologo, il quale sarà in grado di suggerire il miglior trattamento abbronzante a seconda delle peculiarità somatiche del singolo.
Oltre alle lampade, in questi ultimi dieci anni si è discusso lungamente anche sugli autoabbronzanti, prodotti che agiscono sulle cellule morte dell’epidermide dando loro un colorito abbronzato e vivace.
Tuttavia questi prodotti non hanno ancora sbancato il mercato, anche in virtù di alcuni problemi che ne hanno caratterizzato i primi anni di vendita: invece di donare un colore dorato a chi li utilizzava, la loro formulazione chimica troppo densa causava macchie e colorito giallognolo.
Legittimi quindi i dubbi che hanno accompagnato negli anni a venire gli autoabbronzanti, anche se sembra che in questi ultimi anni in questo campo si siano fatti passi da gigante, con il lancio sul mercato di una nuova generazione di prodotti.
A garantirne l’efficienza sono diversi professori di dermatologia e non solo, pronti a scommettere e garantire sugli effetti benefici di questi prodotti.
Oltre a essere più gradevoli all’olfatto e con composizioni chimiche meno aggressive e più scorrevoli sulla pelle, i dermatologi di tutto il mondo sembrano spingere per l’utilizzo degli autoabbronzanti, i quali non avrebbero le controindicazioni dei raggi ultravioletti o quelli solari.
A tal proposito, negli States è stata persino lanciata una campagna di promozione di questi prodotti, volta a disincentivare il ricorso a trattamenti a raggi ultravioletti. I risultati non si sono fatti attendere, con i primi centri estetici pronti a installare le docce autoabbronzanti.
A proposito di tale rimedio, anche il professor Marcello Monti, responsabile di Dermatologia all’Istituto Clinico Humanitas nonché docente di Dermatologia all’Università di Milano, sembra non aver nulla in contrari, anzi.
«Come è noto Il sole può provocare danni molto seri alla pelle. Esposizioni sbagliate, frequenti scottature, abusi di lampade abbronzanti sono fattori di rischio per la formazione di tumori della pelle. Fino a pochi anni fa si riteneva che bastasse evitare le ore centrali della giornata ed utilizzare una buona crema solare per evitare i danni del sole. Oggi si sa che l’importante non è il momento dell’esposizione ma il tempo di permanenza al sole e nemmeno l’utilizzo di creme solari può assicurare una protezione completa.
In particolare i bambini sotto i quattro anni devono essere protetti con cappello, occhiali e maglietta.
Il rischio di un’eccessiva e poco curata esposizione al sole è la formazione di tumori cutanei, definiti carcinomi, una tra le più comuni neoplasie in Italia se si pensa che ogni anno ne vengono diagnosticate circa 250 mila. In questo senso i prodotti autoabbronzanti non comportano controindicazioni, anche se è comunque consigliabile contattare un dermatologo prima di farne uso».

Roberto Amaglio

 
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