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Il Bhutan, piccolo Stato Himalayano (650.000 abitanti), è una monarchia assoluta in transizione verso forme più democratiche; è retto dal giovane sovrano Jigme Khesar Namgyal Wangchuck, educato ad Oxford. Il Bhutan segue rigidi principi di rispetto della propria terra e si preoccupa per la felicità dei propri sudditi, incaricando un ministero, tra l’altro, di calcolare periodicamente l’indice della “Felicità Interna Lorda” (Gross National Happiness), a misura del benessere. L’idea della massimizzazione della felicità fu introdotta dal re Jigme Singye Wangchuck negli anni ’70 ed è tuttora considerata linea guida per lo sviluppo ed il cambiamento, così come gli Stati Occidentali fanno riferimento al PIL (Prodotto Interno Lordo). La felicità della popolazione è il criterio adottato per individuare la scelta migliore, determinando i fondamentali standard di vita dei Bhutanesi. La Felicità Interna Lorda esprime concetti etici, ponendo l’attenzione sulla persona e i suoi bisogni primari, non limitandosi al presupposto che il benessere di una popolazione possa essere legato solo ad un’economia che gira ... Il FIL implica un processo di ricerca per aumentare il vero benessere, piuttosto che la crescita economica: fa riferimento ai valori spirituali e alla tradizione culturale, così come la salvaguardia dell’ambiente naturale. Il nostro PIL invece è calcolato sulle transazioni in denaro, riferite ai beni e servizi prodotti da un Paese e destinati ad usi finali. Si legge su Wikipedia, alla voce PIL: “... Ad esempio se compri un'auto il PIL cresce, se stai in coda e consumi più benzina senza muoverti di un metro il PIL cresce, se hai un incidente, il PIL cresce, se sei ospedalizzato il PIL cresce e così via. In questo modo il PIL non fa distinzione tra le attività che contribuiscono al benessere e quelle che lo diminuiscono: persino morire, con i servizi connessi ai funerali, fa crescere il PIL!”.
Senza essere catastrofici, riteniamo davvero che acquistare l’insalata al supermercato contribuisca al nostro benessere più che coltivarla nell’orto sotto casa? La prima opzione fa crescere il PIL, mentre la seconda no. Ben lungi dal considerare il Bhutan come il luogo ideale in cui vivere, potremmo però riflettere sull’abbaglio a cui i nostri economisti ci inducono, quando ci stressano con il PIL. Silvia Boatti, Ethics Officer
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